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LA BANALITA’ ENNESIMA DEL MALE

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Blog

 

Combo

FORSE il primo gesto da fare con queste poche righe è chiedere scusa a Federico, il fidanzato di Ashley. Colui che per tre giorni è stato il colpevole ideale di tanti. Non detto e mai scritto ma pensato da molti.
PERCHE’ in una storia buia che non aveva bussole, la sola rotta possibile sembrava condurre a lui. Il finale tragico narra l’esatto contrario.
Ci dice che proprio Federico che scopre disperato il cadavere oltraggiato della propria fidanzata nel suo monolocale e, volando sopra l’orrore, il sangue, lo sgomento, afferra quel corpo e tenta un’impossibile respirazione bocca a bocca per poi chiudersi nello strazio doloroso di chi ha perso per sempre la sua ragione d’amore, restituisce a tutta la vicenda un carico di umanità e misericordia altrimenti assente.
Perché la storia di Ashley è una storia dolorosa di vuoti siderali e scintillanti solitudini. Ashley, che rincorre se stessa senza mai trovarsi nelle notti fiorentini ammantate di alcol, cocaina e sesso estremo. Ashley, che affronta ebbra quelle latitudini dove non ci sono leggi né morali né terrene. Dove quasi tutto sembra consentito. Dove anche un clandestino come Cheik Diaw, l’assassino, può tuffarsi a pescare il proprio quarto d’ora di ebbrezza sapendo che nessuno gli chiederà niente, figurarsi il conto.

UNA storia al limite, di gelida violenza, quasi parallela alla vita degli altri: i due che si incontrano già carichi di alcol alle 5 del mattino, che si annusano e, senza nessuna idea che rimandi all’amore, si avviano a consumare quel sesso sciagurato di plastica e mdma, il sesso stupefacente, l’essenza del niente.
Saranno i prossimi giorni a dirci definitivamente il finale di questa storia. Se davvero Cheik ha ucciso dopo una lite causata dalle parole di lei, dalla voglia di non sentirsi usato «come un cane», o se invece c’è altro. La violenza fine a sé stessa, la banalità ennesima del male. Ma poco importa.
Ciò che resta e atterrisce già oggi è il niente che ha fatto da humus all’omicidio. Il vuoto pneumatico delle notti di Ashley, il guscio vuoto del suo orizzonte notturno. Sosteneva l’iper pessimista Cioran che l’unico modo di salvaguardare la propria solitudine è quello di ferire tutti, a cominciare da quelli che amiamo. Sembrano scritte apposta per questa vicenda.

LA NAZIONE _ 15 gennaio 2015

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