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70 ANNI DOPO

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Buongiorno Nazione

 

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A 70 anni suonati, come una gatta morta che dà l’ultimo graffio, Raffaella Carrà ha fatto uscire un nuovo disco che si chiama “Replay”. Sempre meglio una gatta morta al microfono che un topo vivo sull’amplificatore, potrebbe dire qualcuno. Il fatto è che alla sua età i dischi che escono di solito son quelli dell’ernia e al piano ci si fa accompagnare più volentieri dal ragazzo dell’ascensore. E invece nel Pop italiano pare sia passata l’idea che a 70 anni si possano fare le stesse cose di quando ci si strizzavano i brufoli. E dunque andare in giro borchiati alla misirizzi come fa la Carrà, stirarsi i capelli a parabordo come fa Bobby Solo (meglio Solo che Mal accompagnato, direbbe qualcuno) o vestirsi da Richetto come i Cugini di Campagna, che in realtà son nonni da lustri. Diceva Pavese che più triste dell’invecchiare è il rimanere bambini. Chissà cosa avrebbe pensato di chi fa di tutto per restare bimbominchia.

La Nazione _ 19 novembre 2013

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