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CORTONA SAVANA

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Buongiorno Nazione

Tommaso Filippetti cento anni fa per vincere la fame lasciò l’Umbria e, a piedi, emigrò in Francia per fare il minatore. Oggi sua nipote Amelie è ministro della cultura. Chissà perchè, stanotte ho sognato che in un paese francese qualcuno abbia affisso un manifesto contro di lei: «Torna a casa sporca mangiaspaghetti». Il curioso è che tempo fa avevo fatto un sogno simile. Ovvero: che qualcuno avesse riempito New York con manifesti contro l’ex sindaco Rudolph Giuliani, originario di Marliana: «Torna nella tua Italia mafiosa, pezzente». Poi mi sono svegliato e tutto è finito. Ieri mattina, però, al giornale ho saputo che qualcuno a Cortona aveva appeso dei manifesti contro il ministro Kyenge: «Torna nella savana». Che buffo, mi sono detto, un italiano a cui altri razzismi avrebbero chiuso le porte in faccia, che sbatte le porte a una persona arrivata da lontano solo per sperare in un domani migliore per sé e i suoi figli. Proprio come i nonni Giuliani e Filippetti. Ma forse aveva ragione Sabatier a sostenere che il razzismo è solo un modo di delegare ad altri il disgusto che abbiamo di noi stessi.

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