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DIRE, FARE, ANDARE

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Buongiorno Nazione

In questi giorni di violenta bufera politico-giudiziaria, il premier Enrico Letta almeno un vantaggio ce l’ha: non ci sarà bisogno di votare nessuna mozione in Parlamento per accertare di chi è nipote. Nonostante ciò, il tasso di credibilità del suo governo non sembra in crescita. E’ bastato infatti che il premier annunciasse di «aver messo il lavoro sulla rampa di lancio» che il web s’è scatenato. «Così continueremo a vederlo col binocolo», ha scritto uno. «Ce n’è così poco che bastava una fionda», ha aggiunto un altro. E un terzo: «Il primo che lo trova è suo». Battute. Che però indicano il clima che regna intorno al governo. Nato per dare risposte alle emergenze, questi per adesso si è infatti limitato a vivacchiare. Niente riforma delle istituzioni, solo l’annuncio di tagli ai costi della politica, pochi interventi per il lavoro, con un decreto del «fare» che, pare, ci farà risparmiare 5 euro sulla bolletta del telefono. Per carità, siamo ancora in fase di rodaggio. Ma di questo passo non ci sarebbe da stupirsi se presto al «governo del fare» la gente rispondesse con l’insulto dell’andare.

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