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FALSI CIECHI, VERE TRUFFE

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Buongiorno Nazione

E’ un po’ come quel mendicante davanti alla chiesa con il cartello: «Sono cieco, sordo, muto e, credo, anche negro». Così anche lei, una ciarlatana milanese di 71 anni, per 25 si è finta «cieca assoluta», incassando da allora 124.000 euro. Ora: non si sa se Moretti delle Fs in uno slancio abbia dichiarato: «Ma lasciate stare questa poveraccia!». Tantomeno se quando è stata scoperta, come Ray Charles abbia detto: «Toglietemi tutto ma non il mio braille». Di certo, questo di Milano è l’ennesimo episodio che conferma come il vero cieco in quanto a pensioni di invalidità sia lo Stato italiano. Se infatti in Germania alcuni non vedenti pare abbiano rivisto la luce grazie alle staminali, da noi per farla rivedere a molti ciechi basterebbero controlli fiscali più capillari. Il che ci porta amaramente a dire che più dei falsi ciechi che compiono queste vere truffe, sono altri (i medici compiacenti, i funzionari infedeli della macchina statale) a meritare di essere presi a botte da orbi.
La Nazione _ 29 marzo 2014

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