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IL DOLORE INUTILE

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Buongiorno Nazione

Oggi, 35 anni fa, a Milano fu uccisa una persona perbene. Si chiamava Emilio Alessandrini e faceva il giudice. Quella mattina aveva accompagnato il figlio Marco di 8 anni a scuola quando, 300 metri e 5 minuti dopo, un commando di Prima Linea affiancò la sua auto e lo massacrò. Quel commando era composto da ragazzi poco più che ventenni. Perché lo fecero? «Perchè era una figura centrale che il capitalismo usava per controllare i proletari», dissero. Per quel massacro Marco Donat Cattin fu condannato a 7 anni, Michele Viscardi e Umberto Mazzola a 5: gli stessi di Wanda Marchi e Lele Mora ma la legge sui pentiti prevedeva quegli sconti. L’irriducibile Sergio Segio fu condannato invece all’ergastolo ma dopo 22 anni è uscito e oggi è un uomo libero che scrive libri e si prende premi per l’impegno sociale. Il che, 35 anni dopo, ribadisce due cose. Che Prima Linea è stata una banda di ragazzini idioti che giocava superficialmente alla guerra producendo dolori irrisarcibili e inutili. E che la legge sui pentiti ha sì contribuito a battere il terrorismo, straziando però il senso di giustizia e lasciando ferite aperte sul corpo di un Paese che, anche per questo, non ha ancora il diritto di dimenticare.

La Nazione _ 29 gennaio 2014

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