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IL SENATORE AVVITA

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Buongiorno Nazione

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In fondo Pietro Grasso un po’ va capito. Chiedere ai senatori di abolire il Senato, infatti,  è come chiedere ai frittellai di abrogare San Giuseppe o ai venditori abusivi di petardi di cancellare il capodanno. Roba che va contro il proprio interesse. E la pagnotta è sempre la pagnotta per tutti, senatori e bancarellai. La cosa casomai stupefacente è come una volta seduti su quelle poltrone, molti si dimentichino dello stato reale dell’Italia, uscendosene con sortite così naif che nemmeno i pur inarrivabili Flavia Vento e Giulietto Chiesa. Il guaio di questo Paese, infatti, non sono i deficit di democrazia, ma i surplus di privilegi dei politici. Il Grasso che cola delle Istituzioni, con le loro indegnità parlamentari, riassumerebbe qualcuno malevolo. Per questo la Politica avrebbe adesso bisogno più che mai di una svolta della Sbolognina. Una salutare sforbiciata, nei numeri e nelle indennità, che la rimetta in sintonia coi sacrifici della gente comune. Forse Grasso dal suo Parnaso non se n’è accorto, ma questo Paese oggi più che a un senatore a vita applaudirebbe a un senatore che avvita.

La Nazione _ 2 aprile 2014

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