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LA GRANDE CATTIVERIA

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Buongiorno Nazione

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C’’era un tempo in cui per andare in Tv bisognava mostrarsi buoni e colmi di misericordia, per quanto pelosa. Oggi è l’esatto contrario.
Non solo Maria De Filippi, che in quanto a crudeltà è antemarcia: oggi nei programmi tv c’è così tanta cattiveria da far sospettare che gli autori non li abbia portati la cicogna ma l’avvoltoio. Così Briatore nel suo reality su Sky tratta i concorrenti come nemmeno Caligola mentre a Masterchef ai già cattivissimi Bastianich e Cracco quest’anno si è aggiunto l’ex buono Barbieri, divenuto così carogna da far sospettare un contagio col virus della malvagità (la cui formula scientifica pare sia: T-). E non possiamo nemmeno dire che sia violenza gratuita, visto il cachet che  costoro incassano. La verità, amara, è un’altra. E’ che la cattiveria, da sempre, affascina più della bontà. Anche in tv. E siccome molti di noi hanno anteposto al senso della dignità il culto dell’apparire. ciò consente ai vari conduttori, nel nome dell’audience, di trattare i concorrenti come dei perfetti dementi senza renitenze. Sì: non esiste una tv acida, è la società che, drammaticamente, ci ha cambiato il ph.
La Nazione _  4 marzo 2014

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