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L’IMU SULLA PRIMA CELLA

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Buongiorno Nazione

Leggendo la notizia che arriva dal varesotto, si ha davvero l’impressione che fra le tribù più voraci in Italia, la Tribu-taria non abbia rivali. Succede infatti che a W.B., cittadino di Monvalle in prigione da qualche tempo, il Comune abbia chiesto di pagare sul suo appartamento l’Imu come seconda casa. «La sua abitazione principale ora è infatti il penitenziario», ha sentenziato inflessibile l’ufficio tributi. Ora: per carità, da un punto di vista legale il Comune avrà certo ragione. Ma ciò che sempre sorprende chi scrive è vedere come questo Paese, lasso e indolente in ogni sua piega pubblica, quando si tratta di imposte diventi una macchina da guerra prussiana. «Non ti curar di lor, ma guarda e tassa», verrebbe da dire se Dante non si offendesse. Così, ogni volta che si sente Letta o altri parlare di svolta verso un “fisco dal volto umano”, si ha come l’impressione che stiano semplicemente pensando di togliere il passamontagna agli addetti alla riscossione tributi.

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