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L’ITALIA DI JEP FANTOZZI

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Buongiorno Nazione

 

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“La Grande Bellezza? E’ una cagata pazzesca”. Sì: fosse dipeso dai 9 milioni di italiani che l’hanno visto in tv, il film di Sorrentino al massimo avrebbe potuto aspirare a vincere l’Oscar-afone. Sui social network il giorno dopo si è infatti scatenata una sorta di guerra santa contro il film,  come non è mai successo nemmeno con una canzone di Valerio Scanu. Giusto? Chissà. C’era un tempo in cui certi film di Fellini e dell’ipersopravvalutato Bertolucci provocavano lo stesso sopore. Però lo tacevamo. Una viltà, certo: molti di quei film meritavano solo pernacchie. Ma era dettata da un’aspirazione all’alto. Dall’idea che non capire le cose non fosse una medaglia da mostrare con orgoglio. Poi è arrivato Fantozzi. E, mal interpretando il suo urlo anti Potemkin (che era uno strappo con un elite culturale improponibile, non un inno ai bassi sentimenti), gli italiani hanno iniziato a mostrare senza ritegno la propria aspirazione al basso. In una gara becera sui social network a chi scende più in fondo. Certo, ai tempi di Bellocchio e Antonioni eravamo patetici nell’ingoiare silenti la fuffa. Ma non è che l’esaltazione del fantozzismo possiamo condiderarla un passo in avanti.

La Nazione _ 6 marzo 2014

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