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QUALCOSA DI SINISTRO

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Buongiorno Nazione

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Un fantasma si aggira per l’Europa. Ha i baffetti, è simpatico come una spinta sulle scale e si chiama Massimo D’Alema. Le voci, infatti, lo indicano come prossimo commissario europeo al posto di Tajani e lui non fa niente per schermirsi, anzi. «Ritengo di essere adatto a qualche ruolo europeo», ha risposto ad esempio all’altra cintura nera di snobismo che è Daria Bignardi. Mancava solo che in tv coi due ci fossero Carla Bruni, Antonio Zequila, l’odore di fritto, Conte e il graffio del gessetto sulla lavagna, è il parterre dell’insopportabilità era al completo. Ora: a parte il fatto che ogni volta che D’Alema parla di politica popolare un addetto alla griglia delle feste dell’Unità muore, ciò che colpisce in lui è questo senso altezzoso di poter attraversare ogni stagione della politica immune dal ricambio, questo guardare con fastidio all’ipotesi che anche l’impegno nelle istituzioni preveda la quiescenza. Un vivacchiare mastellato, il suo, che spiega perché un tempo lo invitavano a dire qualcosa di sinistra e oggi, al massimo,  a ispirare qualcosa di sinistro.

La Nazione15 aprile 2014

 

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