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SCHERZA COI FANTI

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Buongiorno Nazione

Succede che a un fante di Bibbiena rimasto ferito in Libia durante la seconda guerra mondiale, la Corte dei Conti abbia riconosciuto 71 anni dopo il diritto ad avere una pensione. Finché c’è vita c’è speranza, verrebbe da dire. Se non fosse che il povero fante è morto 23 anni fa. Ora: non si sa se sulla spinta propulsiva di questa sentenza altri casi si riapriranno. Se chi ha perso un prozio a Porta Pia o ha avuto un antenato affogato nel passaggio del Rubicone, proverà a rivalersi sullo Stato. Non ci sarebbe da stupirsi. Beati gli affamati di giustizia perché verranno giustiziati, pare il motto delle nuove beautitudini. Ma la considerazione più amara che emerge dalla vicenda del povero fante di Bibbiena è un’altra. Ovvero: come una sentenza che arrivi a distanza di 71 anni dal fatto (e 43anni dopo che è stato presentato ricorso) non possa rendere giustizia anessunomaoffrire solo spunti grotteschi. A confermare, casomai, come il sistema giudiziario versi in uno stato pietoso. L’Italia.

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