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SE SI VIETA L’IRONIA

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Buongiorno Nazione

Con lo striscione (leggermente corretto) «Ma chi fa l’amore ogni morte di Papa, stavolta salta il turno?» prodotto per l’elezione di Papa Francesco, la curva Fiesole ha vinto il premio di “Striscia la Notizia” per la miglior satira del campionato. Con una particolarità: quello striscione non è mai stato esposto nello stadio. Lo striscione, infatti, non ha superato il controllo della censura e non è stato fatto entrare al Franchi. Che errore. Perché vietare l’ironia negli stadi è come bandire il do di petto nella lirica, le salite al giro d’Italia, Toto Cutugno a Sanremo: una parte dello spettacolo. Quanto genio si è infatti espresso con gli striscioni a Firenze. Dal fantastico «Voi comaschi, noi con le femmine» esposto ai tifosi del Como, al «Siete brutti come la Multipla» mostrato agli juventini. Una sorta di poesia boccaccesca che per questonon aveva rispetto per nessuno: «Vittorio Cecchi Gori sei come l’uranio, impoverito! ». Adesso, per un malinteso politically correct, ciò non si può più fare. Tutti in tribuna come gli americani, adatti al popcorn ma non allo sfottò. Magari sarà un passo avanti nella civiltà, ma di sicuro è un colpo mortale al lato migliore della toscanità: il culto dell’ironia.

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