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TESSERE O NON TESSERE?

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Buongiorno Nazione

Fra i grandi misteri della storia d’Italia (Don Bosco si inalberava facilmente? Se Garibaldi è partito da Quarto, chi erano i tre partiti prima di lui?) il più irrisolvibile riguarda il Pd: come mai questo partito è cosi formidabile nel farsi del male da solo? Prendete la vicenda delle Primarie: far scegliere alla propria gente la classe dirigente è indubbiamente un fatto positivo rispetto a chi decide tutto in cene eleganti. Poi succede che in alcune sezioni queste siano finite in rissa (una variabile del voto per alzata di mani), in altre si siano fatti votare perfino i morti (anche se il vero problema è che qualcuno di questi è stato eletto in Parlamento), adesso è la volta dello stop al tesseramento. Da lunedì, basta nuove tessere del Pd. Un fatto insolito per chi era abituato a vedersele stracciare davanti. Ma in questo, francamente, non ce la sentiamo di dar torto a chi ha deciso la misura drastica. Troppa gente sconosciuta stava infatti avvicinandosi al partito. Come Cuperlo o Pittella, appunto.

La Nazione _ 15 novembre 2013 

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