immagine macchina da scrivere

DELIO, DOLCETTO O SCHERZETTO?

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Manca l'amalgama

La settimana iniziata con i ragazzi italiani a far baldoria per Halloween (che sarebbe un po’ come se nell’Oman si festeggiasse Berlingaccio o in Mozambico aspettassero la Befana) si chiude con un appuntamento che sembra fatto appostare per perpetuare il dubbio amletico: dolcetto o scherzetto? Sì, il ritorno per la prima a volta a Firenze di Delio Rossi dalla sera tragicomica in cui tentò di prendere a pugni Ljiajic (colpetto o scherzetto?) ha qualcosa di grottesco come una festa celtica fatta propria dagli italiani come i supereroi della Marvel e gli hamburger (che ai miei tempi si chiamavano svizzerine e, mangiandoli, non si vinceva nessun gadget, ahime).

 

Certo, Delio Rossi è un personaggio a suo modo eccessivo. Un ex zemaniano senza aver mai avuto il carisma del boemo, che ai tempi in cui allenava la Salernitana non voleva essere avvicinato da nessun giocatore dopo un gol per non perdere la concentrazione sulla gara. Un Carmelo Bene della panchina, per capirci. Forse anche per questo, Firenze a suo tempo lo accolse con un eccesso fuori misura. Il tempo di “Delirio Rossi”, con tutta la città ad acclamarlo nella convinzione che avrebbe trasformato la Fiorentina. Non più la zucca senza sapore di Sinisa “persciò” Mihajlovic, l’allenatore più soporifero del calcio europeo dopo il Trap, ma una carrozza scintillante per un calcio da principi azzurri.

 

I fatti, purtroppo, non sono stati dalla sua parte. Nessuna aria da favola ma l’amara realtà di un football di bassa lega. Non solo la sua Fiorentina rimase un tubero indigeribile, con i tifosi più stimolati dal capire chi fossero le “gatte morte” che non per una vittoria convincente, ma anche lui come allenatore più che un clone di Zeman sembrò la carta carbone di Paolone Carosi e del suo calcio medianato, senza un guizzo, un‘intuizione, un brivido positivo. Fino ad arrivare alla notte incubo di Fiorentina-Juve 0-5, che rimane una ferita aperta nei cuori di tutti i tifosi viola. La scazzottata alla Lino Banfi con Liaijc in fondo fu solo un’accelerazione di un destino che era già segnato dai risultati sul campo.

 

Adesso, dopo quella notte, Delio ritorna a Firenze in una situazione non facile. Anche a Genova è stato chiamato a sostituire un allenatore iper-raccomandato come Ciro Ferrara. Ma anche lì non ha convinto fino in fondo, al punto che stasera la gara con la Fiorentina può rappresentare per lui una sorta di Halloween calcistica. O il dolcetto di una conferma in panchina, o lo scherzetto di un suo nuovo esonero, con lo Zeman autentico che potrebbe prendere il suo posto in casa Samp. Roba normale del Pianeta Pallone, direbbero i cinici del settore. La conferma, semplicemente, che nel calcio come nei talk show gli eccessi senza una ragione logica, portano quasi sempre a dolorosi e goffi ridimensionamenti. Sapevatelo.

 

 

 

 

 

Trackback dal tuo sito.