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I SORTILEGI (INUTILI?) DEL CALCIO

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Manca l'amalgama

Guardi i dati e ti viene un dubbio. La Fiorentina prima di giovedì aveva perso per 11 volte di fila a San Siro con l’Inter; nei 7 incontri fischiati da Valeri i viola non avevano mai vinto e la quinta di campionato è stata spesso tragica, visto che perfino nell’anno dello scudetto perdemmo in casa col Bologna per 1-3. Il dubbio, dunque: quei due gol dell’Inter sono solo frutto di leggerezze o celano dietro il potere secolare e mefitico della jettattura?
Sì, la superstizione è la religione degli spiriti deboli, dicono i filosofi, ma il mondo del calcio è pieno lo stesso di tipi iperscaramantici come anche Firenze racconta. Bruno Pesaola, tanto per citarne uno, prima di ogni gara faceva ascoltare nello spogliatoio i dischi di Peppino Gagliardi (un po’ come se oggi Montella obbligasse ad ascoltare Nino D’Angelo nell’I-pod). Durante la trasferta di Genova s’accorse però d’aver dimenticato a casa il 45 giri: all’alba si fece 400 km con l’auto a noleggio per andarlo a prendere. Però vinse. Gara e campionato.
 Il suo successore Oronzo Pugliese era invece convinto che inseguire le galline in allenamento rendesse più elastici i muscoli e, per di più, aiutasse nella buona sorte: per un pelo quell’anno non finimmo in b, a dire il pollaio che possono essere le scaramanzie se sbagliate. Altri allenatori. Dicevano che Liedholm per decidere chi far giocare fra Clerici e Desolati si consultasse col mago di Buscate, mentre Trapattoni s’era convinto che l’acqua benedetta fosse più utile del Gatorade per far correre i suoi. Mah!. Altre storie. Adrian Mutu giocava indossando i boxer al contrario; il vice di Montella, Nicola Caccia, all’inizio masticava due fili d’erba, mentre quest’estate, visto che gli ultimi scudetti la Fiorentina li ha vinti con portieri che iniziano con la “S” (Sarti e Superchi) qualcuno voleva comperare per forza Sommer o Sorrentino (non sapendo che Neto in Brasile era sopranominato il “Sensatinal”). Speranze cabalistiche.
Certo, in questo goffo tentativo di ingraziarsi lo Stellone, anche gli altri non scherzano. Per restare in Toscana: l’ex presidente del Pisa Anconetani a volte faceva spargere 26 chili di sale in campo, facendo da ideologo per le misure antineve di Matteo Renzi, mentre il presidente del Livorno Aldo Spinelli indossa spesso una cerata gialla che lo fa somigliare allo zio del Pulcino Pio. Ancora: il mago Nicola giura di avere contribuito a far diventare capocanniere Igo Protti, eppure c’è chi è convinto che per Santiago Silva non sarebbero bastati tutti assieme Padre Pio, Cagliostro e Harry Potter. Riti, scaramanzie, sortilegi. A dire come il calcio sia ancora un mondo medievale lontano dalle certezze della Scienza.
Intanto domani al Franchi arriva il Parma: la statistica dice che da tre anni perde sempre, non riuscendo dal 2009 a segnare un gol. Eppure, senza farlo sapere, sarebbe utile lo stesso toccare ferro e tenere in tasca un corno rosso. Che essere superstiziosi è da ignoranti—come diceva Eduardo —ma non esserlo porta male.

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