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NORBERTO, L’EROE MINORE CHE INCENDIA IL CUORE

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Manca l'amalgama

Neto-Fiorentina

 

C’è il Grande Evento Sportivo e poi ci sono gli Eroi Minori. Calciatori di seconda fila che, approfittando di un attimo di distrazione del Dio del Pallone, con un loro gesto inaspettato e meraviglioso ne determinano l’esito, restando poi nella storia per quello. Quanti ne ha consacrati Fiorentina-Juve. Ricordate? Alessio Tendi era un terzino di popolo, ciompo, e dunque destinato alla fatica più che agli allori. Invece il giorno dell’Epifania del 1980 agganciò una palla che ruzzolava a centrocampo e la scagliò violenta e irriverente contro la porta di Zoff. Eupalla che premia gli audaci? Fatto sta che quella traiettoria dritta e meravigliosa come una rotaia d’oro terminò la sua corsa nel sette della porta bianconera. Fiorentina 2, Juventus 1 e tutti a casa. Anche Mareggini non era un portiere che apparteneva alla categoria delle saracinesche. Eppure un giorno, con un tuffo da gatto magico, impattò un rigore a De Agostini, lasciando la sua porta inviolata a difendere il gol di Fuser. Ne parliamo ancora, e a ragione, come di un eroe mitologico. Quel giorno in campo c’era anche Lubos Kubik, centrocampista dal piede di velluto ma con una mobilità che superava a malapena quella del Biancone di Piazza della Signoria. Eppure quell’aprile del ’91 seppe giocare una partita meravigliosa per classe e abnegazione da restare perennemente a galleggiare nei ricordi migliori dei cuori viola. Un eroe proletario. Come lo furono, nel febbraio del ’98, Firicano, Oliveira e Robbiati, che firmarono con le loro reti il capolavoro di quella Fiorentina meravigliosamente a capocchia di Malesani, capace di battere per 3-0 la Juve di Zidane e Del Piero. Anche Bresciani, Cecconi e Dino Pagliari non erano centravanti che nei movimenti e nello score ricordavano Valdano, però ebbero il merito, fra le poche reti segnate, di infilarne una alla Juve e di restare legati eternamente a quell’emozione. Si casca sempre lì. Ma in questo senso colui che più di ogni altro rappresenta il formidabile degli Eroi Minori è l’ erborista mancato Papa Waigo (prima di inventarsi calciatore aveva frequentato una scuola in tal senso in Senegal). Fu proprio questo pennellone nero, sgraziato come una Duna cabriolet, a trafiggere a Torino la Juve con una zampata ghepardesca, riportando la Fiorentina sul 2-2 prima che Osvaldo (un altro reduce che infiamma ancora i cuori viola, ma non certo un eroe minore) la affondasse definitivamente per un 2-3 meraviglioso come arrivare per la prima volta a Luxor. Per questo è stato bello che anche ieri, in un Fiorentina-Juventus bello come un romanzo di Pratolini, un quadro del Beato Angelico, alla fine la partita abbia contribuito a deciderla un Eroe Minore. Perchè, oltre la meraviglia della tripletta di Beppino Rossi (stella pura del firmamento calcistico), oltre il gol di Joaquin, le giocate di Borja e Cuadrado, tanto dobbiamo alle parate di Norberto Neto, capaci di tenerci in linea di galleggiamento prima che la pilotina viola affondasse la presuntosa corrazzata bianconera. Norberto Neto, portiere che da oggi in poi ricorderemo come l’altra faccia di Buffon, ovvero l’uomo che seppe fermare la Juve in un pomeriggio di calcio e meraviglia. Un eroe ciompo che riscalda il cuore e poi lo incendia. Perché il grande evento è spettacolo, ma sono gli Eroi Minori a dare sapore e sogno a quel grande romanzo popolare che è il Calcio.

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