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SUPER MARIO IL ROMPIGHIACCIO

Scritto da Stefano Cecchi . pubblicato in Manca l'amalgama

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Ognuno racconta col proprio linguaggio. I poeti lo fanno con i versi, il cielo con le nuvole, i centravanti con i gol. Quante storie racconta la rete prepotente di Marione Gomez alla Juve!. Racconta la potenza di un centravanti dato per disperso sui radar dell’umore fiorentino e  riapparso prepotente a infiammare una notte che già si pensava di sconfitta. Racconta che i bomber, scomparsi i moschettieri e i cavalieri della tavola rotonda, altro non sono che gli ultimi acceleratori di sogni. Racconta che la differenza nel Calcio non la fanno i tiki-taka, il contropiede o il mazzarrismo ma i campioni. E tutto ciò lo racconta con stupore, sorprendendo. Proprio come Noodles-De Niro che, in “C’era una volta in America”, riappare dopo 30 anni e all’amico che gli chiede “cosa hai fatto in tutto questo tempo?” lui risponde, poetico e immaginifico: “Sono andato a letto presto!”.

Ecco, anche questo tedescone alto come il campanile di Giotto, bello come un putto del Botticelli e costato quanto una villa di campagna di Lorenzo il Magnifico, è tornato dopo molto tempo a dire ai fiorentini: “Non andate a letto presto, che le notti di coppa possono portare sorprese meravigliose”. E’ tornato come un rompighiaccio a frantumare il gelo di chi lo indicava già a mezza voce come il paracarro più caro della storia viola. Ignorando che i paracarri non fanno 160 gol in 282 partite come lui ha fatto. Uomini di poca fede, direbbe qualcuno che pur non ha avuto a che fare col calcio.

Certo, qualcuno magari potrà avere qualche rimpianto: dove sarebbe oggi la Fiorentina se avesse sempre avuto davanti la coppia Pepito-Super Mario? Ma questo non è tempo di rimpianti, è tempo di speranza. Giovedì è dietro l’angolo. Una notte da dentro o fuori. Affrontarla con Super Mario la rende meno buia.

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